Piante officinali

Zafferano

Zafferano

I. Parti utilizzate dello zafferano

Lo zafferano è la spezia più costosa al mondo e in Iran è stato soprannominato oro rosso. Ogni fiore contiene tre stimmi, che devono essere raccolti a mano: un fattore che contribuisce al prezzo elevato.

II. Principi attivi dello zafferano

Gli stimmi dello zafferano contengono:
Carotenoidi eterosidici: la crocina (digenziobioside della crocetina), che conferisce allo zafferano il suo colore caratteristico. Contiene inoltre altri eterosidi della crocetina con diversi gradi di glicosilazione.
Altri carotenoidi: α- e β-carotene, licopene e zeaxantina.
La picrocrocina ha sapore amaro e per idrolisi forma il safranale, componente principale della frazione volatile (0,6 %), che conferisce allo zafferano il suo odore caratteristico.
Lo zafferano è una fonte di riboflavina (100 μg/g).

Petali:
I componenti principali del petalo sono antocianosidi e flavonoli (canferolo). È descritta la presenza di nuovi monoterpenoidi: crocusatina-J e acido 4-diidrossibutirrico.

III. Attività farmacologica dello zafferano

Effetto antidepressivo e ansiolitico. Questo effetto è dovuto all'azione sul recettore serotoninergico 5-HT2C (collegato ad ansia, sonno, appetito, comportamento sessuale, umore).

È stato inoltre rilevato che lo zafferano si comporta come un IMAO (inibitore dell'enzima monoamino-ossidasi), con conseguente influenza sulla neurotrasmissione delle amine biogene (dopamina, noradrenalina e serotonina).

Effetto neuroprotettivo: è dimostrato che la crocina inibisce la morte cellulare (apoptosi) delle cellule neuronali PC-12 indotta dal fattore di necrosi tumorale α (TNFα). Inoltre la crocina aumenta l'attività della glutatione reduttasi in queste cellule, riduce lo stress ossidativo e le protegge dall'apoptosi. Possiede al contempo un'attività antiossidante superiore a quella dell'α-tocoferolo, prevenendo la perossidazione lipidica.

Azione su apprendimento e memoria: in studi sperimentali è stato rilevato che la crocina, il principale carotenoide dello zafferano, è coinvolta in uno dei meccanismi di formazione della memoria e dell'apprendimento.

Effetti osservati in relazione alla malattia di Alzheimer. Lo zafferano agisce inibendo la formazione della proteina amiloide β e delle fibrille della proteina Tau e riducendone la successiva aggregazione in forma di placche.

È stato inoltre rilevato che contribuisce a preservare le vie della neurotrasmissione colinergica, collegate a cognizione, memoria e apprendimento, impedendo la degradazione dell'acetilcolina.

Azione sulla vista: per i suoi marcati effetti antiossidanti e antinfiammatori può rappresentare una delle possibilità di protezione dalla degenerazione maculare legata all'età. Alcuni studi indicano che può proteggere la retina anche dallo stress ossidativo.

Grazie alle proprietà antidepressive e antinfiammatorie allevia i sintomi legati alla sindrome premestruale (PMS) e i sintomi vasomotori legati alla menopausa.

Agisce nel trattamento dei disturbi sessuali (in particolare quelli dovuti alla depressione) sia negli uomini sia nelle donne. Si ipotizza che possa avere un'azione afrodisiaca.

Altri effetti: attività antiossidante e ipoglicemizzante, riduzione dei lipidi, attività citotossica ed epatoprotettiva, stimola l'appetito e aumenta la secrezione dei succhi digestivi.

IV. Indicazioni d'uso dello zafferano

  • Depressione lieve o moderata.
  • Malattia di Alzheimer e demenza in generale: per l'effetto favorevole su memoria e capacità cognitive.
  • Colesterolo elevato.
  • Prevenzione dello sviluppo delle malattie cardiovascolari.
  • Coadiuvante nel trattamento del diabete di tipo 2.
  • Prevenzione della degenerazione maculare legata all'età.
  • Sindrome premestruale e sintomi vasomotori legati alla menopausa.

IV. Controindicazioni all'uso dello zafferano

Gravidanza e allattamento.

V. Precauzioni

Disturbo bipolare: lo zafferano può favorire la comparsa di irritabilità e comportamenti impulsivi (mania) nelle persone con disturbo bipolare.
Pressione bassa: lo zafferano può abbassare la pressione arteriosa.
Diabete: lo zafferano può abbassare la glicemia.

VI. Interazioni farmacologiche

Sebbene non siano state descritte, lo zafferano potrebbe influire su farmaci ipoglicemizzanti, ipotensivi e anticoagulanti.

VII. Effetti collaterali

Alle dosi raccomandate non sono attesi effetti collaterali. Nelle persone particolarmente sensibili possono comparire secchezza delle fauci, ansia, vertigini, sonnolenza, nausea e mal di testa.

Bibliografia:

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