Piante officinali

Ortica

Ortica

ORTICA - Urtica dioica L.

I. Parte utilizzata dell'ortica

La pianta intera e talvolta la radice.

II. Principi attivi dell'ortica

* Fiore:

  • Ricco di sali minerali (20 %), soprattutto di ferro e silicio. Anche di potassio, nitrati, calcio, zolfo e manganese.
  • Flavonoidi: derivati della quercetina, canferolo e ramnetolo.
  • Proteine (15 % del peso secco), ricche di lisina.
  • Vitamine: A, B2, C, K1, acido folico e pantotenico.
  • Clorofilla a e b e altri pigmenti liposolubili (carotenoidi). L'ortica è la principale fonte della clorofilla prodotta industrialmente, un prodotto molto utilizzato in dentifrici e shampoo per l'effetto deodorante e rinvigorente sul cuoio capelluto.
  • Acidi fenolici derivati dall'acido cinnamico. Acido clorogenico, caffeico.
  • Acidi organici: acetico, butirrico, citrico, formico, fumarico.
  • Alcaloidi: betaina.
  • Fitosteroli: beta-sitosterolo.

I peli urticanti contengono istamina, serotonina, acetilcolina, colina, acido formico e acetico.
I fusti hanno una composizione simile a quella delle foglie, ma con concentrazioni inferiori di principi attivi.

*Radici:

  • Polisaccaridi eterogenei. Mucillagini come glicosidi (glucogalatturonani), arabinogalattani.
  • Steroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo.
  • Lectine: agglutinina
  • Idrossicumarine. Scopoletina.
  • Lignani: glicosidi del secoisolariciresinolo.
  • Tannini. Mono- e triterpeni.

* Semi: mucillagini, proteine, olio (30 %) ad alto contenuto di acido linolenico, tocoferoli.

III. Attività farmacologica dell'ortica

* Foglie, uso interno:

  • Attività rimineralizzante, ricostituente e antianemica dovuta ai sali minerali.
  • Attività diuretica: azoturica, uricosurica e cloruretica (flavonoidi).
  • Attività antinfiammatoria. In vitro è emerso che l'ortica inibisce la 5-lipossigenasi, inibendo così la sintesi dei leucotrieni. La lectina ha azione antinfiammatoria e favorisce la proliferazione dei linfociti. È emerso che in vitro inibisce la replicazione di HIV, citomegalovirus, virus respiratorio sinciziale e virus influenzale A, probabilmente agendo sulla fusione del virus con le cellule.
  • Attività antireumatica e antigottosa.
  • Colagoga.
  • Attività emostatica o antiemorragica e astringente (tannini).
  • Attività ipoglicemizzante.
  • Blandamente antipertensiva.
  • Depurativa (si utilizza spesso in caso di allergie a molluschi e crostacei).
  • Favorisce la produzione di latte.
  • Antiateromatosa (clorofilla).
  • Un effetto rilevato di recente è la stimolazione del sistema immunitario tramite la proteina lectina, che stimola la proliferazione dei linfociti, principali cellule dell'organismo (Koller, 1997).
  • All'ortica è stata inoltre attribuita una notevole capacità di alcalinizzare il sangue, favorendo così l'eliminazione dei residui acidi del metabolismo.

*Uso esterno: provoca arrossamento della pelle, analgesica, astringente, stimolante del cuoio capelluto (ammine vasoattive dei peli urticanti), deodorante (clorofilla).

*Radici:

  • Attività contro l'adenoma prostatico e attività astringente. Il meccanismo d'azione comprende possibili interazioni dei principi attivi dell'ortica con le proteine di trasporto degli androgeni, che possono modificare la concentrazione degli androgeni liberi. È stato inoltre rilevato che i componenti non idrofili dell'ortica, in particolare gli steroli, inibiscono l'attività della Na/K-ATPasi della membrana prostatica, riducendo così il metabolismo cellulare e inibendone la crescita. L'associazione di Pygeum africanum con Serenoa repens o con l'ortica (Urtica dioica) può aumentare l'effetto benefico sulla prostata.

IV. Indicazioni

* Foglie, uso interno:

  • Infezioni urogenitali: cistite, uretrite, prostatite, pielonefrite.
  • Calcoli renali, renella.
  • Iperplasia prostatica benigna.
  • Condizioni che richiedono un aumento della diuresi: edemi, oliguria, sovrappeso con ritenzione idrica, iperuricemia, gotta, iperazotemia, edemi da insufficienza venosa.
  • Artralgie, reumatismo osseo e muscolare.
  • Anemie da carenza di vitamine o minerali. Supporto nella convalescenza e nella prevenzione della stanchezza, della mancanza di forze e di energia (astenia).
  • Diabete.
  • Discinesia epatica e biliare, colecistite, diarrea.
  • Pancreatite (aumento della produzione enzimatica)

*Uso esterno: problemi cutanei: acne, dermatite seborroica ecc.; problemi del cuoio capelluto: forfora, capelli grassi, alopecia ecc.; stomatite, faringite. Vulvovaginite. Iperidrosi. Emorroidi.

*Radici:
Prostatite, ipertrofia prostatica benigna, esiti di adenomectomia.

V. Controindicazioni:

  • Ipersensibilità ad alcuni componenti.
  • Gravidanza. L'ortica non deve essere utilizzata durante la gravidanza, poiché non vi sono dati a sostegno della sua sicurezza. Sono stati condotti studi su diverse specie animali impiegando dosi diverse volte superiori a quelle umane, che non hanno evidenziato effetti embriotossici o teratogeni. Non sono però stati condotti studi clinici sull'uomo, per cui l'uso dell'ortica è accettabile solo in assenza di alternative terapeutiche più sicure.
  • Allattamento. Non è noto se i componenti dell'ortica vengano escreti in quantità rilevanti nel latte materno né se ciò possa influire sul bambino. Si raccomanda di interrompere l'allattamento oppure di evitare l'assunzione di ortica.

VI. Precauzioni e interazioni con altri farmaci

  • Si raccomanda un apporto giornaliero sufficiente di liquidi, fino a 2 litri, per prevenire la disidratazione.
  • La pianta fresca irrita fortemente la pelle (sensazione di bruciore), con formazione di un pomfo urticante.
  • Si utilizza come diuretico, per cui in presenza di ipertensione, malattie cardiache o insufficienza renale da moderata a grave è necessario il controllo medico, per il rischio che un'assunzione non controllata di liquidi determini uno squilibrio della pressione arteriosa. Per l'effetto diuretico può provocare uno squilibrio idroelettrolitico che aggrava l'insufficienza cardiaca.
  • Nel prescrivere l'ortica a pazienti diabetici il medico deve monitorare la glicemia, per adeguare, se necessario, la dose di insulina o degli antidiabetici orali.

Interazioni con altri farmaci:

  • L'ortica può potenziare l'effetto antinfiammatorio del diclofenac.
  • Sulla base di studi sugli animali è stato ipotizzato che l'ortica possa interagire con farmaci antidiabetici, antipertensivi o sedativi; non vi sono però conferme di tali interazioni nell'uomo (Newall CA, Anderson LA, Phillipson JD. Herbal Medicines: A Guide for Health-Care Professionals. London, England: Pharmaceutical Press; 1996: 201–202.).

VII. Effetti collaterali e tossicità

Alle dosi terapeutiche raccomandate non sono state osservate reazioni indesiderate. A dosi elevate, nei trattamenti cronici o in soggetti molto sensibili possono comparire le seguenti reazioni: disturbi digestivi: in rari casi possono comparire gastralgia e ulcera peptica. Il decotto di radici può provocare irritazione gastrica. Alterazioni allergiche: la dermatite è frequente al contatto con l'ortica, ma è rara dopo l'assunzione di tisana. Effetto lassativo: con il consumo di 20–30 semi. Non sono disponibili dati in letteratura che raccolgano casi di sovradosaggio.

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